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Il 21 di Ottobre del 1852 i cittadini di Londra e Parigi furono stupefatti nell’osservare l’orizzonte a occidente che improvvisamente assumeva sfumature rosse e purpuree.

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Hope & Glory: una chiacchierata con Angelo Montanini

Angelo Montanini - Hope & Glory - Character Concept 1

Per qualsiasi gioco di ruolo, la grafica è un elemento indispensabile, e per Hope & Glory l’immagine è un elemento essenziale nel definire le molte diverse culture dell’ambientazione. Sotto questo aspetto, abbiamo dalla nostra il contributo di Angelo Montanini, che non ha semplicemente illustrato i concetti base, ma ha contribuito a dare forma e vita a molti aspetti del nostro setting.

Cominciamo oggi col fare quattro chiacchiere con Angelo, per scoprire un po’ di più su come l’abbigliamento e la cultura delle diverse nazioni di Hope & Glory abbiano preso forma.
 

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Più colore, più dettaglio

Come promesso, ecco la seconda fotografia scattata "in progress" dei primi personaggi disegnati da Angelo Montanini per Hope & Glory.
Quest'immagine in particolare cattura due personaggi appartenenti alla "John Company" - chissà, forse dei bucanieri dei cieli, o forse un Tai-pan e la sua guardia del corpo.

E sì, è un disegno assolutamente splendido, e non avete idea di quanto dettaglio si perda con la riproduzione fotografica.

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Hobson-Jobson

Sir Henry Yule era un gentiluomo scozzese con dei trascorsi militari che - fra le altre cose - aveva tradotto in inglese Il Milione di Marco Polo, indispensabile testo sull'Asia e sulla Via della Seta. Dal canto suo, Arthur Coke Burnell (sì, di secondo nome faceva davvero Coke) era un esperto di sanscrito, ma se la cavava più che bene anche con il tibetano, l'arabo, il kawi, il giavanese e il copto. Un uomo dalla cultura multiforme, in altre parole.

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